The Deuce: gli anni ’70 e il mondo del porno secondo HBO

Dopo la fallimentare Vinyl, serie cancellata dopo una sola stagione, HBO non molla la presa e decide di portare in tv The Deuce. Questa volta si affida allo stile ruvido del giornalista David Simon, che in passato ha prodotto – sempre per HBO – produzioni del calibro di The Wire e Treme. Lo show, che è in onda in America dal 10 settembre ed è in arrivo dal 24 ottobre qui in Italia su SKY, è un’ambiziosa produzione che rievoca fatti e misfatti di un’epoca che fu. Con James Franco nel doppio ruolo di Frankie e Vincent Martino e Maggie Gyllenhaal nel ruolo di una prostituta di larghe vedute, The Deuce parte con la vittoria in tasca. Eppure la serie di Simon, alla luce dei primi due episodi, convince solo per un’estetica luminosa e vibrante. È già arrivato il rinnovo per una seconda stagione, ma The Deuce avrà vita lunga?

Un plot a luci rosse

C’era una strada nella New York del passato, che si incrociava fra la Settima e l’Ottava, ed era un luogo frequentato da papponi e prostitute, si spacciava droga e c’era la mafia italo-americana che cercava di trarne profitto. In quel periodo l’universo del porno amatoriale cominciava a prendere forma in una realtà dove vigeva la legge del più forte. In un contesto sociale in continuo movimento, i personaggi del racconto cercano di trovare il giusto spazio per far sentire la propria voce. La storia è quella dei gemelli Frankie e Vincent Martino, ad uno piacciono le scommesse, all’altro piace destreggiarsi sul filo della legalità; ma c’è anche spazio per Candy, una prostituita indipendentista che vuole costruirsi da sé la sua fortuna, e poi un avido pappone manesco.  E poi c’è una giovane ma disillusa ragazza universitaria che vuole vivere la sua vita, e la città di New York, fino all’ultimo respiro. Sullo sfondo c’è una metropoli chiassosa e sporca, la graffiante colonna sonora rende la cornice ancora più invitante.

Gli anni ’70 fra usi, costumi ed eccessi

La storia contemporanea è l’indiscussa protagonista della nuova serie made in HBO. Diversamente da quanto accaduto lo scorso anno con Vinyl, The Deuce affronta di petto i problemi di una società progressista che, proprio in quei sfavillanti anni ’70, si avvicinava alla scoperta dell’industria culturale e cercava di scacciare gli spettri del passato. E quindi fra battute graffianti e scorci di una New York sporca e fumosa, David Simon dipinge un quadro fulgido, barocco e con qualche sbavatura, del sogno americano che in molti vivevano in quel periodo di transizione. Più che un drama sulla nascita dell’industria pornografica e di tutti i suoi annessi e connessi, della quale si intravedono i primi filmini girati in garage angusti e scatti hot rubati in un albergo da 4 soldi, The Deuce è il ritratto dell’America di ieri, la foto di una nazione che guarda al suo passato per cadere sempre negli stessi errori. Eppure la bellezza della nuova serie prodotta da HBO finisce qui, perché al di là di tutto il contesto sociale e politico che è stato costruito alle spalle della scena, i personaggi e le loro storie non riescono in nessun modo ad integrarsi, restando sullo sfondo senza creare empatia con il pubblico.

Il grande cinema è ora in TV: ma può bastare?

C’è un’immensa cura nei dettagli, nei dialoghi, nelle scenografie, nei costumi e nella colonna sonora eppure, a parte la superficie scintillante, non c’è molto altro da vedere. Almeno per ora. La serie della HBO, anche se ha tutte le qualità tecniche e stilistiche per emergere in un affollato contesto televisivo, cade vittima di una trama spoglia e fin troppo didascalica. A venir meno sono le emozioni, il fattore intrattenemmo. Quel filo rosso che dovrebbe unire a sé tutti gli episodi dello show sembra piuttosto essere un racconto in divenire: una storia costruita su quattro rette parallele. Dopo 2 episodi, The Deuce ancora non ha sedotto e stupito fatalmente come tutti si aspettavano: è una serie TV dal sapore cinematografico ma, per ora, sembra non avere la giusta forza (o la voglia) di compiere il salto di qualità. Perché se manca la magia che solo la TV può regalare, cosa rimane di bello? Per ora bocciato, ma con la speranza che quelle rette parallele, finalmente, possano incontrarsi.

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Autore dell'articolo: admin