Life is Strange: Before the Storm Episodio 2, “Il Mondo Nuovo” – Recensione

ATTENZIONE: Vi sconsigliamo di procedere nella lettura se non avete giocato l’originale Life is Strange e il primo episodio di Before the Storm.

Non è mai facile riprendere un discorso interrotto a metà, e lo è ancora meno nel caso di Life is Strange: Before the Storm. Siamo onesti: il primo episodio del prequel confezionato da Deck Nine è riuscito a stupire più o meno tutti, me per primo, affascinato al punto da prendere il coraggio a due mani ed affibbiargli un rotondo e sonoro 9/10. Credevo fosse impossibile replicare quel piccolo miracolo che due anni fu l’originale Life is Strange e la sua quasi perfetta alchimia, e invece gli eredi dei Dontnod ci sono riusciti senza troppe difficoltà. “Svegliati” ha gettato le fondamenta e ci ha permesso di analizzare anche l’intera struttura ludonarrativa che fa da sfondo alla storia, rimasta perfettamente immutata anche ne “Il Mondo Nuovo”, l’episodio con il compito più difficile: quello di traghettarci, fra qualche settimana, al finale della miniserie incentrata sulla giovane Chloe Price e sulla sua amicizia con Rachel Amber.

Se c’è una cosa che ho sempre apprezzato di Life is Strange – e di Before the Storm con lui – è il modo in cui riesce a giocare con le emozioni, sbattendoci davanti agli occhi una girandola di situazioni “più umane dell’umano stesso”, parafrasando quella recente bomba cinematografica che risponde al nome di Blade Runner 2049. Ma questa è un’altra storia, un altro universo, popolato da altri personaggi. Qui abbiamo a che fare con due adolescenti alle prese con i loro anni più difficili e turbolenti e con le loro vite quotidiane, segnate da un problema dopo l’altro in famiglia e – per Chloe, almeno – a scuola. Ad inizio episodio, per esempio, ritroviamo le due ragazze a dover fare i conti con le conseguenze delle loro azioni del giorno precedente, fra cui l’aver appiccato un enorme incendio nel parco che sovrasta Arcadia Bay.

Gli sceneggiatori dei Deck Nine sono riusciti a confezionare trame di tutto rispetto

Azioni che, in un modo o nell’altro, segnano l’incedere di buona parte della storia, legandosi a quanto successo in precedenza in maniera del tutto naturale, portandoci a considerare questo secondo episodio come un arricchimento del predecessore e non come uno spezzone a sé stante, anche grazie all’aggiunta di nuove pagine nel diario della protagonista, che non vanno a sostituire quelle già scritte. Malgrado il rischio di scadere nei cliché più banali fosse dietro l’angolo, gli sceneggiatori dei Deck Nine sono riusciti anche in questo caso a confezionare trame di tutto rispetto, che evitano i lacrimoni facili e al contrario dimostrano un’insospettabile maturità, riuscendo a confrontarsi con una varietà di emozioni e stati d’animo perfino superiore che in precedenza. Durante l’avventura, Chloe potrà intrattenersi con siparietti comico-tragici che vedono protagonisti i tanto bistrattati Victoria Chase e Nathan Prescott, e dovrà fare i conti con situazioni molto più profonde come i problemi economici affrontati dalla famiglia di Drew e Mikey.

FUOCO E FIAMME

Se il legame figurativo con l’originale Life is Strange risiede nel The Tempest, lo spettacolo shakespeariano messo in scena alla Blackwell Academy con Rachel “diva” per un giorno ed una Chloe tirata a forza suo malgrado nel copione, il trait d’union al più recente primo episodio è simboleggiato dal fuoco nato per mano di Rachel stessa, un fuoco non soltanto reale e pronto a minacciare la città, ma anche simbolico, come quello che arde nel petto delle due protagoniste, pronte ad improbabili (ma neanche tanto) fughe da casa, illludendosi, come ogni altro adolescente, di poterla fare sempre franca, con uno spirito garibaldino che se alcune volte le tira fuori dai guai, in altre rischia di peggiorare una situazione già precaria. Il vero tratto distintivo che separa Before the Storm dall’originale di due anni fa risiede proprio nel voler mostrare con coraggio gli sbagli oltre alle conquiste, con la storia che accompagna ed enfatizza come non aveva mai fatto la mancanza dei poteri temporali di Maxine Caulfield, ricordandoci che spesso, per crescere, è meglio ammettere i propri errori che cercare di nasconderli.

A volte è stato quasi frustrante vedere sullo schermo un’azione contraria ai nostri desideri, come accaduto quando Chloe si trova a tu per tu con la madre Joyce e il patrigno David, pronta per la solita lavata di capo. Malgrado le scelte del sottoscritto, volte disperatamente a far riavvicinare la nuova famiglia, nel momento clou la protagonista decide ancora una volta di fare di testa sua: un “limite” fastidioso ma puramente narrativo, giustificato, oltre che dalla natura di prequel di Before the Storm, anche dal carattere ribelle di Chloe, che non possiamo pretendere di essere noi stessi a cambiare. Del resto, la totale libertà di scelta non rientra neanche per un istante fra le priorità dell’avventura confezionata da Deck Nine, che al contrario ci impone di seguire un binario prestabilito, concedendoci ogni tanto qualche istintiva variazione sul tema, che si manifesta anche nell’inaspettato plot twist finale a casa degli Amber. Una conclusione che ci lascia impazienti di saperne di più, anche se bisognerà attendere soltanto qualche settimana perché tutti i nodi vengano al pettine. Mano ai calendari, è proprio il caso di dirlo.

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Autore dell'articolo: admin